Nam June Paik, il padre della videoarte, nasce a Seoul nel 1932 e si mette a studiare pianoforte e composizione all’età di 14 anni. La sua famiglia scappa dalla guerra coreana andando a Tokyo, dove studia la storia dell’arte, la musica e la filosofia dal 1952 al 1956.
Continuerà i suoi studi a Monaco di Baviera, dove incontra Karlheinz Stockhausen, Luigi Nono, David Tudor e John Cage durante le classi estive. L’incontro con Cage sarà un’influenza fondamentale per la carriera di Paik.
Nel 1958, si trasferisce a Colonia, dove sviluppa alcune opere, tra cui performance. Nel 1962, Paik partecipa in Fluxus, Festival Internazionale di Nuova Musica a Wiesbaden. Nell’anno seguente, usa televisori per la prima volta nella mostra personale che tiene alla Galleria Parnass Mostra di musica – televisore elettrico. Con l’amico Shuja Abe, sperimenta con televisori a colori e manipolazione elettroniche, costruendo il suo primo robot K456 nel 1964.
Trasferendosi a New York, Paik si mette a collaborare con la violoncellista Charlotte Moorman. Fra il 1968 e il 1970, Paik e Abe sviluppano un videosintetizzatore. Nel 1977, si sposa con l’artista giapponese Shigeko Kubota. Paik tiene la sua prima personale al Centro Pompidou nel 1982, mostrandovi l’installazione Tricolore, con 384 televisori. Nello stesso anno, tiene la sua prima personale anche al Museo Whitney d’Arte Americana. Nel 1984, Paik organizza Good Morning Mr. Orwell, una trasmissione televisiva globale con Joseph Beuys, David Bowie, Yves Montand, Laurie Anderson e Peter Gabriel, che manda in onda in molti paesi in tutto il mondo. Nel 1986, si mette a lavorare con una serie di figure umanoide che chiama la famiglia dei robot, che consistono in vecchi televisori e radio. Alla fine, i robot saranno una famiglia di circa 400. Nel 1987, Paik partecipa in documenta 8 con un lavoro in onore dell’amico scomparso Joseph Beuys. Beuys-Voice è la prima installazione che utilizza un sistema a schermi multipli.
Per i giochi olimpici di Seoul nel 1988, Paik crea Più è e meglio è, una scultura che consiste in 1006 televisori. Nel 1993, partecipa nel padiglione tedesco alla Biennale di Venezia, dove mostra la sua Sixtin Chappelle, usando 30 proiettori video, tra altre opere. Per la mostra che tiene alla Kunsthalle Wolfsburg nel 1995, Paik crea il Megatron, una parete video con 150 monitor che permette di mostrate diverse immagini video sullo stesso monitor allo stesso tempo. Nel 1996, Paik è colpito da un ictus. Si tengono mostre retrospettive del suo lavoro a Brema, New York, Bilbao, Duisburg e Seoul, mentre continua a lavorare sulla creazione di nuove proiezioni laser su grande scala.
Il 29.1.2006, Paik muore nella sua casa a Miami, nel Florida.