Yasuo Yoshikawa, Girovaganza platonica

Yasuo Yoshikawa

Yasuo Yoshikawa, scultore, artista di istallazioni e organizzatore di progetti, nasce nel 1959 a Otsu, nel Giappone.
Crescendo in una famiglia in cui coabitano tre generazioni, subisce la profonda influenza del nonno Sekikazu Nishimura, pastore evangelico, diplomatico e attivista per i diritti civili.
Fortemente attratto dall’opera di Marino Marini e dalla mentalità mediterranea con cui sente una grande affinità, Yoshikawa passa un anno a Perugia e, nel 1981, si iscrive all’Università delle Arti Visive di Ginevra, dove studia la scultura con il prof. Gabriel Stanulis.
Opere di questo periodo comprendono Nostalgia, un’imponente istallazione in esterno che figura una pietra gigantesca alzata in aria da cavi in inox tirati attraverso un campo, creata per la mostra Sculpture en Plein Air 1984 a Lancy, Ginevra.


Rientrando in Giappone nel 1966, inizia l’attività didattica presso il Collegio d’Arte di Kyoto e l’Università d’Arte di Design di Kyoto e da il via a progetti sul tema di Arte-Società-Ambiente, che sarà fondamentale ai progetti del suo intero percorso artistico. Stabilendo un laboratorio nelle vicinanze del lago Biwa, crea una serie di opere in legno e inchiostro nero, tra cui un Cenacolo su grande scala mostrato nel 1989 alla galerie16 di Kyoto.

Nel 1990, fonda l’Organizzazione degli Artisti di Biwako (BAO) con cui organizza festival d’arte internazionali sull’isola di Okinoshima (1990) e a Katata (1991), sollecitandovi l’attiva partecipazione dei residenti locali.
Nel 1987, entra a far parte del Consiglio delle Arti di Kyoto, un gruppo di pensatori con il compito di stimolare lo sviluppo culturale della città di Kyoto, mentre nel 1994 lancia il Progetto d’Arte Z&A, con cui organizza uno scambio di artisti in residenza tra Parigi e Kyoto tra la Z&A e il gruppo parigino “Le Genie de la Bastille” che coinvolge oltre sessanta artisti.
Opere create in questo periodo comprendono la serie delle Offerte che tratta la questione del tipo di “altare” viene costruito dalla società contemporanea e il tipo di “offerte” che vi si fa. Offriamo il nostro tempo, la nostra persona, il nostro pianeta, i nostri consimili? Gli offriamo il lavoro, denaro, una società, le nostre vite?

Nel 1995, il disastroso terremoto di Kobe provoca una nuova direzione nell’opera di Yoshikawa.
Dopo aver offerto il proprio operato da volontario a Kobe, decide di usare le sue capacità tecniche e sociali nella logistica per Medici Senza Frontiere e partecipa in progetti di aiuto umanitario nel Kosovo, nel Congo e nel Caucaso.

Tornato in Giappone, sente l’esigenza di un luogo di comunicazione in una società sempre più virtuale, per cui crea ATHA Bar e Galleria Spazio Alternative nel cuore di Kyoto, uno spazio che favorisce l’interesse per le arti e facilita la comunicazione tra persone di ogni estrazione sociale, un progetto che l’artista descrive con il termine “scultura sociale”.
Yoshikawa ha tenuto mostre in Italia, Francia, Svizzera e Giappone.

L’opera Girovaganza Platonica, creata per Scultura Internazionale ad Agliè 2008, invita chi osserva a girovagare tra i vari “ismi” creati dall’uomo e a riflettere sul potere che il punto di vista esercita sulle decisioni umane nei confronti della natura.