Anche quest’anno con i festeggiamenti del S. Natale la Soprintendenza coglie l’occasione per dare notizia della riapertura dell’Appartamento del Re, costituito da una serie di preziosi ambienti restaurati e riallestiti secondo aggiornati criteri di musealizzazione. I recenti lavori di restauro, attuati in base all’Accordo di Programma Quadro tra Stato e Regione Piemonte, restituiscono al pubblico l’importante percorso di visita che costituiva l’abitazione di rappresentanza dei Savoia nella residenza alladiese.
Gli spazi furono realizzati per Benedetto Maurizio duca del Chiablese seguendo il programma di
aggiornamento ed ingrandimento del Castello redatto da Ignazio Birago di Borgaro, a partire dal
1766, con un progetto frutto in parte di trasformazioni dell’antico edificio appartenuto ai San
Martino di Agliè ed in parte di nuovi corpi di fabbrica voluti dalla Casa Reale. All'Appartamento si
accedeva dopo aver transitato nelle tre anticamere, oggi facenti parte del percorso del piano nobile,
e dopo aver avuto accesso alla grande Sala di Parata oggi denominata Sala d’Attesa. Al duca erano
destinati i tre ambienti a sud–ovest (Camera di Udienza, Camera da Letto e Gabinetto) mentre alla
duchessa i cinque a nord–ovest (Camera di Udienza, Camera da Letto, Gabinetto di Toeletta, Boudoir,
Pregadio).
Si tratta di saloni sfarzosi, affacciati sul giardino, ricchi di arredi, porte volanti, boiseries e
decorazioni in legno intagliato e dorato disegnati dal medesimo progettista, in cui erano inserite
preziose sovrapporte realizzate da diversi artisti tra cui Antoniani, Cignaroli, Ottani e Nepote, il
tutto coronato da raffinati soffitti ornati da stucchi plasmati da Giuseppe Bolina.
Gli ambienti furono utilizzati dal re Carlo Felice e dalla consorte Maria Cristina di Borbone divenuti nuovi proprietari del castello e presero il nome di Appartamento Reale: ai sovrani si devono le trasformazioni dell’arredo e l’inserimento di nuove sovrapporte. Interventi necessari in seguito alle spoliazioni avvenute durante l’occupazione napoleonica.
Anche Tomaso secondo duca di Genova e la moglie Isabella di Baviera abitarono l’appartamento. A loro si devono le ultime trasformazioni artistiche, come l’inserimento di alcune preziose tappezzerie di gusto palagiano in seta che coprirono gli antichi papiers–peints, l’allestimento di dipinti su tela opera di Luigi Balbo nelle sale della duchessa.