Vasi decorativi del Castello di Agliè
Il cammino di restauro delle terracotte: dai depositi agli appartamenti ducali
5 settembre (ore 11,00) – 4 NOVEMBRE 2009

Terracotte

Terracotte

Nell’ambito dell’attività di collaborazione già attivata la scorsa primavera tra la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e il Comune di Castellamonte, in occasione della V Settimana della Cultura in Canavese con la manifestazione "I percorsi della ceramica" il Castello Ducale di Agliè è presente con le sue collezioni sulle Strade della Ceramica, tra gli Ambasciatori della Terra Rossa alla 49 edizione della Mostra della Ceramica di Castellamonte.

La partecipazione alla 49 edizione della Mostra è l’occasione di esporre per la prima volta al pubblico una serie di reperti ceramici di grande valore documentario e artistico recentemente recuperati nei depositi del Castello e restaurati nell’ambito del corso di tecnici del restauro del CESMA di Cuorgnè.

I grandi crateri in terracotta rossa, che per il tipo di impasto si può ipotizzare di produzione castellamontiana furono realizzati per ornare la balaustra della facciata principale del castello alladiase ove ora sono presenti i grandi vasi invetriati, verdi, appartenenti di produzione di Castellamonte di fine Ottocento.

Il confronto della forma di due di essi, due grandi crateri a campana con la parte superiore decorata da una cornice di perle permette un avvicinamento stilistico con crateri di linea classica presenti nei musei romani. I grandi crateri alladiesi conservano il bordo con una fascia a sbaccellature, il corpo è decorato con figure danzanti e musicanti. Due grandi anse, piegate poggiano su due teste di sileni col capo adorno di tralci d’edera. La parte inferiore presenta una decorazione a baccelature.

I due crateri ceramici sono una variante in cotto del grande cratere in marmo pentelico scoperto nel 1839 dal Canina nella casa dei Cecili, lungo la Via dei Sepolcri in un tratto della Tuscolana, e ora conservato, con altri importanti reperti archeologici nella sala Tuscolana del Castello di Agliè.

Si può ipotizzare che a seguito del trasferimento della Collezione archeologica dalla villa Ruffinella di Tuscolo ad Agliè, il grande cratere marmoreo sia stato utilizzato come modello per la realizzazione di nuovi elementi decorativi in cotto, prodotti localmente, per la balaustra dello scalone esterno del Castello. Sono gli anni in cui per volere della Regina vedova Maria Cristina di Borbone Napoli, (moglie di Carlo Felice) il Castello ha vissuto un momento di grande rinnovamento e il Giardino e il Parco hanno assunto la nuova connotazione romantica.