La storia e la vita di un principe viaggiatore
Oggi l'attenzione è stata rivolta verso il tempo dei duchi di Genova (1849-1940). Il primo duca di Genova è Ferdinando (1822-1855) – figlio cadetto di Carlo Alberto, a lui seguono i figli Tomaso e Margherita, nati dal matrimonio con Elisabetta di Sassonia e infine, seppur in maniera marginale, l'ultima generazione dei duchi di Genova: i sei figli di Tomaso e Isabella di Baviera Il principe Tomaso (Torino 6 febbraio 1854 – Torino 15 aprile 1931) all’età di un anno e quattro giorni, orfano del padre Ferdinando, diventa il secondo duca di Genova ed eredita il Castello ducale di Agliè.
Dal 10 febbraio 1855 sino al 15 aprile 1931 la storia del Castello è legata da un filo strettissimo alla storia e alla vita di questo principe marinaio, cugino di primo grado e al tempo stesso cognato di Re Umberto I. Nelle tappe della sua vita, tra un viaggio scientifico, una missione diplomatica e commerciale, una spedizione militare, un viaggio di rappresentanza, è presente nel castello, determinandone le trasformazioni e gli adeguamenti funzionali necessari affinché la residenza reale di Carlo Felice e di Maria Cristina di Borbone Napoli risponda alle esigenze della villeggiatura di una numerosa famiglia dell’alta nobiltà, vicina alla corte.
Tomaso di Savoia Genova è stato un principe viaggiatore, ha più volte percorso il giro del mondo con scopi politico-commerciali, ha intessuto rapporti diplomatici con le principali dinastie orientali. Il viaggio compiuto sulla Vettor Pisani (1879-1881) che ha portato la nave italiana nei principali porti dell'Estremo Oriente ha permesso al principe di attraversare l'Oceano Indiano da Aden a Penag, mentre Luchino Dal Verme, che era stato suo precettore, lasciata la Vettor Pisani ad Aden e imbarcatosi prima sul Rapido e poi sul Malwa , raggiungeva Bombay e proseguiva attraverso il territorio indiano, via terra, per Calcutta. E' il viaggio di Luchino Dal Verme che attraverso il diario scritto e pubblicato con il titolo Giappone e Siberia offre una puntuale descrizione ed un preciso panorama dell'India di fine Ottocento sotto il profilo architettonico, paesaggistico e sociale.
Luchino Dal verme giunge alla conclusione che se: “un giorno l’India, divenisse ciò che attualmente non è, un paese industriale, il bassissimo costo della mano d’opera farebbe tale concorrenza all’Inghilterra che riuscirebbe è vero vantaggiosa all’Indiano, ma sarebbe, pare a me ed a molti, disastrosa all’industria europea. Completamente diversa è la Relazione del viaggio scritta da Tomaso di Savoia Genova indirizzata al Ministro della Marina.
La Relazione offre, oltre a notizie strettamente tecniche sulla navigazione nei mari d'Oriente, sui rapporti diplomatici, sugli incontri con i rappresentanti dei governi dei Paesi visitati offre una panoramica sull'attenzione del giovane Comandante verso il suo equipaggio. Il principe studia il tipo di alimentazione più idoneo al clima, sempre con attenzione anche all'aspetto economico, si preoccupa di garantire la possibilità di un adeguato esercizio fisico e un'istruzione all'equipaggio organizzando anche dei corsi di scuola elementare.
Giuse Scalva
curatrice del catalogo: Gli anni dei duchi di Genova. I viaggi di Tomaso: l'India.