

Maria Cristina di Borbone Napoli, figlia di Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli e di Sicilia e, di Maria Carolina d’Asburgo Lorena, nasce nella reggia di Caserta il 17 gennaio 1779.
La sua educazione è affidata alle cure della marchesa Vincenza d’Ambrogio.
Nel 1798 con la famiglia reale di Borbone abbandona Napoli, minacciata dall’invasione francese, per trasferirsi a Palermo.
Nel 1802, ritornata la famiglia a Napoli, Maria Cristina accompagna la madre Maria Carolina a Vienna dove, quest’ultima, si reca a chiedere aiuto al nipote, l’imperatore Francesco II, in un momento in cui il Regno di Napoli è minacciato dalla Francia.
Nel 1805 Maria Cristina è chiesta in moglie dal cugino Carlo Felice di Savoia,che sposerà nella Cappella Palatina del Palazzo Reale di Palermo il 6 aprile 1807.
Nel settembre 1807 la coppia, che non avrà figli, si trasferisce in Sardegna dove la famiglia reale sabauda è in esilio e, dove assumerà funzioni ufficiali di governo dal 1815, con la partenza della regina Maria Teresa per il Piemonte.
Nel 1821 con l’abdicazione di Vittorio Emanuele I e la salita al trono di Carlo Felice diventa regina di Sardegna.
Nel1824 è con il marito e la vedova del Duca di Chiablese Benedetto Maria Maurizio, Maria Anna (sorella di Carlo Felice), all’abbazia di Hautecombe dove saranno intrapresi grandi opere di restauro progettate dall’architetto Ernesto Melano.
Nel 1825 la coppia reale affida al marchese Luigi Biondi la campagna di scavi archeologici nell’area della Ruffinella, la villa che Carlo Felice eredita dalla sorella Maria Anna duchessa vedova di Chiablese, a Frascati (Tuscolo) e che la regina eleggerà a sua residenza abituale sino al 1843.
La concessione di scavo sarà rinnovata sino al 1839 ed i lavori saranno condotti con la consulenza del Canina.
I materiali provenienti dagli scavi sono conservati nel Castello Ducale di Agliè dove è allestita la collezione “Monumenta Tuscolana”.
Dopo la morte di Carlo Felice, nel 1831, la regina vedova trascorre un lungo periodo presso la sua famiglia a Napoli.
Rientrata a Torino trascorre il suo tempo dedita ad opere di pietà, alternando soggiorni ad Agliè, Govone, Napoli, Nizza e Hautecombe dove i lavori di restauro dell’Abbazia vengono completati nel 1843.
A Roma con la consulenza del Canina raccoglie una serie di dipinti che illustrano i momenti salienti della sua vita, di quella del consorte e della dinastia sabauda.
Tra il 1841 e il 1843 vive nel monastero romano delle Visitandine, successivamente su consiglio di Papa Gregorio XVI, ritorna in Piemonte alternando soggiorni invernali in Liguria.
Muore a Savona il 12 marzo 1749.
Il Castello di Agliè passa al figlio secondogenito di re Carlo Alberto, Ferdinando di Savoia I° Duca di Genova.
Maria Cristina è una delle figure femminili di maggior rilievo nella storia del Castello.
A lei si deve la riorganizzazione degli spazi e il riarredo dell'appartamento reale e in particolare la sala Tuscolana con i reperti archeologici provenienti dalla Ruffinella.
Una particolare impronta degli interessi artistici e culturali della sovrana si ritrova nella raccolta di quadri di soggetto storico commissionata ad autori contemporanei che denota un gusto sicuro singolarmente “moderno” e aggiornato.
Il suo monumento funebre nell’abbazia di Hautecombe è opera di Giovanni Albertoni.