La piazza
UNA CORTE D'ONORE PER IL CASTELLO

Piazza Castello - Parrocchiale Galleria alle Tribune

L'ampia piazza prospiciente il Castello nel suo assetto attuale si compone nella seconda metà del Settecento, quando (nel 1763 ) il feudo di Agliè è acquisito da Casa Savoia come appannaggio del Duca del Chiablese Benedetto Maria Maurizio, figlio di Carlo Emanuele III e della sua terza moglie Elisabetta di Lorena.

L’acquisizione del Castello alla corona comporta la necessità di una rinnovata e potenziata espressione di magnificenza, che viene affidata a Ignazio Birago di Borgaro.

L’architetto concentra la sua azione oltre che sulle strutture del Castello su tutto lo spazio urbano antistante, compresa la chiesa parrocchiale, creando il rapporto Borgo – Castello che è giunto sino a noi.

La nuova dignità reale assunta dalla già splendida dimora dei San Martino di San Germano richiedeva non soltanto il rinnovamento e l’ampliamento della struttura seicentesca, ma anche la realizzazione di un’ampia corte d’onore in affaccio al borgo.

Una “corte” dove poter accogliere il figlio prediletto del Sovrano e i cortei reali.

Sino alla metà del Settecento i documenti attestano la presenza di un secondo cortile, verso il borgo, costruito su ogni lato.

Dando le spalle al Castello, a destra era la manica attuale con l’atrio colonnato (ora ingresso e biglietteria del Castello); a sinistra una manica a galleria, ma assai più corta dell’attuale.

Verso il Borgo la corte era chiusa da due costruzioni con un varco centrale che portava al ponte posto sul Rio.

Di fatto la separazione del Castello dal Borgo era netta, forse anche a motivo di iniziali problemi difensivi.

Ignazio Birago nella realizzazione del suo progetto spiana tutte le preesistenze seicentesche, ad esclusione della manica destra; colma il Rio, consentendo il raddoppio della superficie della piazza.

Sul cammino del suo progetto si trovava anche la Chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria dell’Annunciazione, tardo gotica, con problemi statici non indifferenti.

La chiesa era orientata con l'abside ad ovest, e l’asse maggiore perpendicolare alla direzione della strada porticata.

L’edificio religioso fu demolito e la nuova fabbrica fu costruita in modo da porre la facciata come quinta della nuova piazza. Pressappoco nella posizione già indicata, circa un secolo prima, nella tavola alladiese del Theatrum Sabaudiae, quasi a sancire una posizione già ideologicamente ben determinata.

A sancire il rapporto tra il Castello e la Chiesa, è la realizzazione di un lungo corpo di collegamento a due piani, che conduce dall’interno degli Appartamenti Reali alla Tribuna posta nella controfacciata della Chiesa. Si tratta di uno spettacolare percorso pensile riservato al sovrano e al suo entourage per assistere alle funzioni religiose, ancora oggi denominato “Galleria alla Tribuna”.

La struttura, che costituisce un unicum nella regione è comunque una eccezione anche su più ampia scala territoriale; costituisce una geniale soluzione di sintesi per una pluralità di funzioni e diventa elemento formale fondamentale nella definizione della nuova place royale.

Elemento di connessione tra chiesa e castello, potere spirituale e potere temporale, analogamente a quanto già realizzato da Vittorio Amedeo I nella capitale, la Galleria trova confronto nel collegamento tra il Duomo e il Palazzo Reale di Torino attraverso al Cappella della Sindone.

Un corpo simmetrico alla Galleria doveva chiudere la piazza sul lato destro, ma il progetto di Birago non fu realizzato e di questa seconda Galleria rimangono esclusivamente gli attacchi nella muratura, rimasta incompiuta, leggibili sul fronte di Palazzo Birago.

La piazza è conclusa dai due palazzi Pavignano (di fianco alla Chiesa, ma in posizione più arretrata) e Birago sul lato opposto.

Alla piazza, dalla metà dell’Ottocento, si accede dal viale alberato che divide il Castello dal suo Parco.

La piazza è stata recentemente restaurata riprendendo uno schema già presente nella documentazione storica e che ha permesso di meglio legare il Castello con l’asse della via principe Tommaso.

Il Monumento ai caduti della I e della II Guerra Mondiale sorge alla sommità del viale alberato sul fianco della piazza.